La petizione per una sana educazione sessuale a scuola di cui vi avevamo parlato nei giorni scorsi è stata presentata a Palazzo Madama. Rinnoviamo l’invito per chi non lo avesse ancora fatto a firmare la petizione che sta riscuotendo un grande successo in termini di risposte, ma che può raggiungere numeri ancora più significativi e dare un determinante segnale in direzione #Nogender.

Pubblichiamo oggi la lettera della mamma di un bimbo di due anni, la quale avendo espresso in maniera civile delle riserve sulla lettura all’asilo di alcune fiabe inerenti la delicata sfera dell’educazione all’affettività e alla sessualità, è stata apostrofata come omofoba e invitata a cambiare scuola (vedi comunicato stampa dei giorni scorsi).

“Scuola, esprime riserve sull’insegnamento di contenuti ‘gender’ al nido: mamma insultata dalle maestre”.
Ha espresso riserve sulla lettura di alcune fiabe nell’asilo del figlio di appena due anni: per questo una madre di 43 anni è stata insultata dalle maestre e invitata a cambiare scuola. L’episodio nell’asilo nido “Cecchina” di Roma. La denuncia dal Comitato Articolo 26

Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università è il nome di una nuova proposta di legge che si pone, tra gli altri, l’obiettivo di prevenire il femminicidio e di combattere le discriminazioni.
Cosa ci potrai mai essere di male in una iniziativa simile e chi potrebbe non condividere finalità così nobili?

Siamo nel corso della “Settimana nazionale contro la violenza e la discriminazione” (24-30 novembre 2014). I motivi che ci spingono a pensare che i genitori debbano essere particolarmente vigili sulle attività proposte nelle varie scuole nell’ambito di tale iniziativa li abbiamo già espressi in questo articolo. Perché allora tornare sull’argomento? Il motivo è semplice: la situazione evolve e vorremmo darvi qualche chiave di lettura e altri spunti di riflessione, come in tanti ci state richiedendo

Il MIUR e il Dipartimento per le pari opportunità, in collaborazione con l’UNAR, hanno promosso la settimana contro la violenza e la discriminazione (24-30 novembre 2014).
La circolare ministeriale inviata ai direttori scolastici delle scuole italiane fa riferimento alla creazione di “un proficuo scambio ed ausilio tra le istituzioni scolastiche e le famiglie”: come Comitato condividiamo in pieno questo spirito ed è esattamente questo il nostro auspicio

Ci siamo soffermati diverse volte su quelli che sono i diritti dei genitori in ambito educativo: è il nome stesso del comitato a richiamare la laicissima Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che al comma 3 dell’articolo 26 ricorda come siano proprio i genitori a detenere la priorità in fatto di scelte nella sfera educativa per i propri figli. Anche la Costituzione della Repubblica Italiana all’art. 30 ribadisce che è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli.